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4 moduli, stesso Lecce SPIETATO: ecco come si evolve il "Padalino-pensiero"

Lunedì 12 Dicembre 2016 | La Redazione | Editoriali

LECCE - Il ritorno al caro vecchio 4-3-3 travestito da 4-4-2 sostanziale è stato vincente per il Lecce di Padalino, che ora ha 4 facce: sa interpretare i 2 moduli appena citati, ma anche il 4-2-4 vincente di Messina o il 5-4-1 di "copertura" quando la squadra non è in possesso del pallone (larghi tratti di Lecce-Paganese), accortezza frutto del disastro con il Matera, che ha funzionato eccome.

Le scelte di Padalino hanno pagato, dunque, e ora il tecnico foggiano sa di poter adattare il suo Lecce alle circostanze. Una camaleonticità che non è di tutte le squadre della categoria e che porterà questo gruppo sulla strada dei 18-20 titolari base da far ruotare senza problemi.

Il 4-3-3 resta il modulo preferito dallo staff tecnico, che su questi meccanismi ha lavorato un'intera estate e tutto l'avvio di campionato; il 4-2-4 è dispendioso per le energie spese dai 2 mediani, ma può regalare soddisfazioni in termini di offensività. Il 4-4-2 esalta la posizione di Lepore sulla fascia e si beneficia delle attuali buone condizioni atletiche e di passo di Doumbia, che vive un bel momento di forma. Il 5-4-1 in fase di non possesso stringe molto gli spazi e "intasa" le corsie esterne, dove il Lecce era stato massacrato dal Matera.

In questo senso la vittoria con i campani non è stata episodica, ma il frutto ragionato di un percorso, una risposta decisamente importante e variegata alle problematiche emerse con i lucani, quando era stato proprio il piano tattico l'anello debole di un Lecce sovrastato dalla macchina apparsa perfetta messa in campo da Auteri.