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L'EDITORIALE: l'incubo di sbagliare ancora, il portiere e il mercato. TUTTA LA VERITA'

Venerdì 23 Dicembre 2016 | La Redazione | Editoriali

LECCE - Sembrava esserci una certezza acquisita, in questo Lecce, e invece evidentemente è una certezza che non c'è.

La solidità difensiva appariva un punto fermo della formazione di Padalino, che anche con il Monopoli (dopo averlo fatto già con il Matera 3 settimane addietro) ha chiuso la gara con 3 reti sul groppone.

Con il Monopoli sono venute meno proprio le prestazioni dei calciatori più rappresentativi del pacchetto arretrato del Lecce, Cosenza e Giosa, elementi che per esperienza e doti caratteriali dovrebbero essere delle garanzie. Nel cuore della difesa si sono aperti così squarci imbarazzanti, con errori individuali davvero gravi per i pilastri del "muro" giallorosso. Incertezze che secondo il nostro parere hanno tutte la stessa matrice, una radice comune, derivano da un problema: l'affidabilità del portiere.

Un dilemma che SoloLecce.it ha rappresentato addirittura sin nel momento migliore del nostro Lecce, quando tutto andava a gonfie vele e tutti erano felici e contenti (ce ne potranno dare atto i nostri lettori più affezionati).

Il problema è quello del portiere: semmai ce ne fosse stato bisogno, ieri abbiamo avuto la conferma di come Gomis non sia un estremo difensore all'altezza di una squadra che punta alla promozione come il Lecce, che prende pochi tiri (e menomale...) e che ha bisogno di rispondere "presente" a quelle poche conclusioni che riceve, per bilndare i risultati dei compagni. Un portiere più esperto di uno di prospettiva, chissà, magari sarà anche così, ma che non può pretendere di crescere, formarsi e migliorarsi a Lecce. Un portiere pronto, finito, fatto. Questo serve.

L'incertezza e i movimenti stessi del 3-3 sono incomprensibili, inimmaginabili, lo capirebbe anche un tecnico di Promozione Pugliese e sicuramente l'ha capito da tempo Padalino, che però deve fare di necessità virtù: o le incertezze di Gomis o quelle di Bleve (che secondo informazioni qualificate in nostro possesso pare aver chiesto di essere ceduto e per questo non è neanche nella situazione mentale di riprendersi il posto). Un bel guaio.

A parte la posizione sulla linea di porta del 3-3 (buco contemporaneo di Cianco e Cosenza a corredo), il ragazzo senegalese non offre mai la certezza di dare adeguata sicurezza al reparto, lasciando i compagni nella condizione psicologica del pericolo costante. Fatto che non fa bene neanche alle prestazioni di Giosa e Cosenza.

Insomma la palla deve passare necessariamente nel campo della società, che ha davanti a sè la finestra di mercato di gennaio per riparare a qualche convinzione di troppo sulla composizione della rosa, su cui (senza essere "gufi" o "leoni da tastiera") con moderatezza e costanza abbiamo sollevato in tempi non sospetti qualche perplessità (oltre a rimarcare spesso la questione portiere, avremmo apprezzato lo sforzo finale di dare un'altra punta al tecnico, c'era Eusepi che sarebbe venuto a piedi per rilanciarsi, facendolo trapelare con chiarezza su SoloLecce.it, ma alcuni dirigenti apicali del Lecce, a mezzo social, l'hanno fatto passare per un ciccione a fine carriera...).

Ma questa è un'altra storia. Speriamo non l'ennesima collana di piccoli errori in buona fede capaci di fermare il Lecce e la sua infinita e maledetta scalata a una Serie B che non arriva mai. Riparare agli errori è da buoni dirigenti e da uomini veri, non è una macchia o un'ammissione di colpa. Davanti c'è il bene collettivo, non c'è da dimostrare le doti taumaturgiche di qualcuno o l'infallibilità divina.